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Progetti audiovisivi

Twitter cavalca il “Magic Pony”

Posted by on Lug 15, 2016

L’utilizzo dei social network diventa sempre più fondamentale giorno dopo giorno: possedere un profilo sui social network più utilizzato è necessario non solo per la vita privata ma anche per quella professionale. Attraverso questi canali, infatti, passano un gran numero di informazioni ed è quindi possibile restare in contatto con buona parte del mondo, almeno la parte che interessa all’utente. Tra i vari social network che esistono in rete uno dei meno usati e noti è forse Twitter: su Twitter è possibile scrivere brevi messaggi, non più lunghi o elaborati di un tradizionale sms, ed anche condividere immagini o video. La prerogativa che da sempre Twitter ha voluto mantenere rispetto agli altri social più diffusi, in primis Facebook, è quella di restare uno strumento snello, facile da usare e leggero. Per questo motivo anche il team di Twitter ha deciso di dotarsi di alcune nuove tecnologie che gli consentano di ottimizzare al meglio i contenuti e di offrire un servizio sempre migliore a tutti gli utenti iscritti. In ordine di tempo, Twitter ha acquistato nel luglio del 2014 Madbits, un sistema capace di mappare ed analizzare le immagini, e circa un anno fa Whetlab, che serve per analizzare i tweet, creare delle nuove protezioni contro lo spam e proporre contenuti e avvisi pubblicitari calibrati sul singolo utente. In questi giorni invece è stata diramata la notizia di una nuova acquisizione: stavolta Twitter ha comprato una start up britannica che si chiama Magic Pony e che offre delle nuove funzionalità che potrebbero avere tanti interessanti risvolti futuri. Il nome non deve trarre in inganno: non ci sono effetti speciali né creature magiche. Questo nome singolare fu dato alla start up quando il suo prodotto venne presentato per la prima volta a dei potenziali investitori, che rimasero talmente stupefatti dalle sue caratteristiche da ritenerlo addirittura “magico”. Ma cos’è che fa di tanto speciale Magic Pony? Questa nuova tecnologia agisce sui filmati video: sostanzialmente riesce a renderli chiari e intellegibili pur non aumentando il loro peso e quindi senza creare difficoltà nella navigazione o, nel caso specifico, nella lettura dei tweet. Magic Pony Technology, questo il nome completo della start up, usa degli algoritmi che sono in grado di migliorare i video in tempo reale, ad esempio quando sono mossi, e lo fa sfruttando delle reti neurali che mettono ogni immagine in relazione con centinaia di migliaia di altre immagini. Il funzionamento di base non è molto diverso da quello che permette ad Adobe Photoshop, uno dei più noti software di manipolazione delle immagini, di migliorare le fotografie. L’aspetto davvero interessante di Magic Pony è che le sue potenzialità sono al momento sconosciute ma forse illimitate: la tecnologia che vi è alla base infatti potrebbe essere sviluppata fino a dare risultati sempre più precisi e stupefacenti. Insomma, se l’azienda Twitter ha deciso investire la bellezza di 150 milioni di dollari (in base alle voci che circolano) per assicurarsi il team di creatori di Magic Pony, ovvero undici dottori in neuroscienze computazionali, deep learning e computer vision, ci sarà pure un buon motivo. Il campo in cui si intende usare in modo più massiccio la nuova tecnologia appena acquisita è quella del live streaming e in particolar modo nelle dirette di Periscope. La nuova direzione intrapresa da Twitter, e dichiarata dal suo CEO Jack Dorsey, va quindi decisamente vero un uso sempre più spinto del machine learning, per fornire agli utenti del social uno strumento sempre più versatile e potente.

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Lumbeyard, il motore grafico di Amazon che dà vita ai giochi

Posted by on Lug 10, 2016

Un motore grafico totalmente gratuito, con una piattaforma multifunzionale in grado di creare giochi in 3D. Amazon tenta di entrare nel mondo del games developement offrendo un prodotto, utilizzabile in modo gratuito, ma con delle condizioni specifiche, tipo quella di sfruttare la funzionalità del calcolo.

Come appena detto, Lumbeyard è un motore grafico che consente di dar vita a giochi in 3D e sfruttare tutte le potenzialità dei video streaming di Twitch. Il mercato è bello caldo e la potenza Amazon gli ha buttato gli occhi e non solo: infatti, con questo prodotto totalmente gratis, il colosso vuole entrare nel mondo dello sviluppo di giochi. Le uniche condizioni sono quelle di usare i servizi correlati di Amazon, come il servizio cloud, che per molti sviluppatori di giochi non causerà nessun tipo di problema.

Lumbeyard, secondo il suo creatore, permette di avere la totale concentrazione sul gioco, sviluppando anche attività legate al marketing e pensare sempre meno a tutto ciò che concerne gestione di server ed infrastrutture. Sono disponibili diverse funzionalità, tra cui tecnologie che permettono di creare mondi virtuali molto simili alla realtà, ottenendo anche effetti tipo nebbia, neve ma anche di fitta vegetazione.

Il network Gridmate presenta delle caratteristiche funzionali per questo progetto, come la flessibilità: inoltre, sono presenti funzioni per gestire suoni e tante altre attività che sono tipici di giochi e video games. Gli sviluppatori che utilizzeranno Lumbeyard di Amazon, godranno della gestione totale della memoria piuttosto che di CPU e grafica. Essendo anche nelle fasi iniziali, è disponibile un test per Windows ma, ben presto ci assicurano, che sarà disponibile anche per Android, iOS, Linux e OS X: sono uscite voci che questo engine abbia tutte le caratteristiche per supportare Oculus Rift.

C’è una curiosità che gira attorno all’utilizzo di Lumbeyard: oltre alle clausole legali classiche per l’utilizzo di questo tipo di prodotti, in questo prodotto Amazon è presente la clausola anti zombi, che specifica in quali campi può essere utilizzato Lumbeyard. A tal proposito, sono esclusi gli usi impropri per strumentazione aerea, medica piuttosto che quella nucleare e spaziale. Ma come procede il paragrafo 57.10, quello appunto della clausola anti zombi, Lumbeyard potrà essere utilizzato in caso di occorenza di un infezione virale che può provocare la rianimazioni di cadaveri umani.

Insomma, come ben si capisce, si tratta di qualche sviluppatore burlone che, dopo lungo e faticoso lavoro, ha voluto trovare il lato comico di questo progetto di Amazon. Tra le caratteristiche della piattaforma però manca il linguaggio Flash e anche quello HMTL5. Questo rende di fatto impossibile sviluppare sulla piattaforma Amazon degli istant games, come possono essere ad esempio i giochi di slot machine. Troverete i migliori esempi di questa tipologia di giochi all’indirizzo www.richslots.it. I colossi del settore come Net Entertainment e Microgaming, possono dormire sonni tranquilli.

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Cose da sapere prima di girare un video tridimensionale

Posted by on Giu 23, 2016

Le nuove tecnologie hanno portato delle grandi innovazioni nel nostro modo di riprendere il reale: le macchine fotografiche con il rullino sono state soppiantate dai nuovi dispositivi digitali, molto precisi, e anche le vecchie videocamere con la pellicola sono ormai state soppiantate da prodotti digitali, facili da usare anche da chi non sia proprio esperto del settore audiovisivo. Una delle ultimissime frontiere che sono state raggiunte riguarda la possibilità di effettuare riprese tridimensionali, ovvero immergendosi completamente nella realtà circostante creando dei filmati che creano l’illusione di trovarsi davvero dentro l’evento filmato.

Una simile possibilità fa chiaramente gola un po’ a tutti, sia a chi si diletta in modo amatoriale nell’effettuare le riprese, sia a chi invece svolge questo lavoro in modo professionale. Ma, com’è ovvio immaginare, fare riprese tridimensionali non è proprio la stessa cosa che effettuare delle riprese in modo tradizionale. Ecco alcuni suggerimenti e accorgimenti da tenere presenti. La prima cosa da tenere presente è l’attrezzatura: per fare un video a 360 gradi ci vorrà una videocamera predisposta a questo scopo, e bisognerà anche scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, perché non tutte le videocamere tridimensionali possiedono le stesse caratteristiche. Saper selezionare quella più giusta per sé è fondamentale. Non tutti gli apparecchi, ad esempio, possono davvero fare riprese a 360 gradi sia in orizzontale che in verticale; quindi bisognerà accertarsi di questo e di molti altri aspetti tecnici che chiaramente influiranno in modo sensibile sul prezzo. Va da sé che, più la macchina è sofisticata, più elevato sarà il suo costo; ma per avere il meglio non si può badare a spese, almeno non in questo settore. La differenza principale che si può notare nelle videocamere tridimensionali sta nel fatto che possano effettuare riprese monoscopiche (simili a quella date da Google Street View) o stereoscopiche.

Solo queste ultime garantiscono una vera esperienza immersiva nel video finale che si otterrà. Una volta comprata la macchina desiderata, ci si può confrontare sul campo con le difficoltà date da una ripresa a 360 gradi. Si potrà notare subito come sia molto difficile prendere le giuste misure con gli oggetti e la distanza reale che esiste tra di loro: mentre si riprende è difficile avere un’idea chiara di quello che potrebbe essere l’effetto definitivo. Per questo può essere una buona idea guardare le anteprime usando il proprio smartphone. Passando poi alla post produzione, ovvero alla manipolazione del video effettuato, bisognerà fare molta attenzione al montaggio, che apparirà subito assai più complesso del solito. Si potrebbe infatti avere bisogno di tagliare e congiungere tra di loro scene girate in punti diversi, affinchè l’effetto tridimensionale sia davvero assicurato.

Una cosa è certa: la risoluzione finale delle immagini non sarà mai paragonabile a quella di un tradizionale video bidimensionale. Specialmente nel momento in cui si voglia condividere il filmato ottenuto su YouTube o Facebook si dovrà sacrificare ancora di più la qualità video in nome della minor pesantezza del file ottenuto e quindi della sua più facile gestione on line. In conclusione, girare e montare un video a 360 gradi non è affatto un’impresa semplice, e si può dare praticamente per scontato che sarà impossibile ottenere un prodotto davvero perfetto. Le imperfezioni ci saranno sempre ed è praticamente impossibile rimuoverle: ciò a cui si può aspirare è di creare un’illusione di profondità il più possibile realistica anche sullo schermo.

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