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Progetti audiovisivi

Prova Lightworks con la versione freemium

Posted by on Ago 18, 2016

Un numero sempre maggiore di software professionali ultimamente sta adottando una nuova politica aziendale, quella di mettere a disposizione una versione gratuita che serva di prova e che incentivi l’utente finale all’acquisto della versione a pagamento. Non si tratta più soltanto di trial temporanei, che permettono di provare tutte le funzionalità di un programma per un periodo determinato di tempo, ma di versioni parziali del software finale che possono essere usate per tutto il tempo che si desidera, ma che presentano molte limitazioni rispetto al prodotto commerciale. Uno tra gli ultimi programmi di editing video che hanno deciso di sposare questa filosofia è Lightworks, che è anche tra i software più longevi del settore, oltre ad essere tra quelli che ha riscosso il maggior numero di successi. La prima versione fu rilasciata nel lontano 1989, ere geologiche fa, in termini informatici, e ad oggi siamo giunti alla versione 12.6. Lightworks ha cambiato spesso casa di produzione: inizialmente si trattava di OLE Limited, che nel 1994 divenne Tektronix. Fu poi la volta, nel 1999, della Lightworks Inc. Attualmente il software è di proprietà della Gee Broadcast. Uno dei motivi che ha decretato la lunga vita di Lightworks sta nel fatto che esso funziona su ogni sistema operativo: non importa se si possiede un computer Apple, Windows o Linux, Lightworks va d’accordo con tutti. Inoltre, c’è l’estrema qualità del prodotto, come dimostra il fatto che molti dei film di Hollywood che negli ultimi vent’anni sono stati insigniti di premi prestigiosi, come la statuetta Oscar, erano stati lavorati in post produzione con Lightworks. E adesso, come dicevamo, non saranno più solo i tecnici e gli esperti del grande cinema a poter smanettare con il programma, ma ognuno di noi che voglia provare a scoprire le innumerevoli funzionalità del software. Infatti, la versione freemium può essere scaricata dal sito ufficiale della Gee Broadcast senza spendere neppure un centesimo, ma solo facendo una registrazione al sito, a dire il vero alquanto complicata. La versione Pro può essere acquistata, per chi vuole, anche in un secondo momento, con costi diversi relativi alla durata dell’abbonamento. Anche questa è un’innovazione piuttosto comoda: non si compra più una licenza vitalizia, ma si può decidere che budget spendere in base al periodo di tempo in cui si pensa di poter avere bisogno di Lightworks. Ma veniamo al dunque, ovvero a scoprire in cosa si differenziano la versione freemium e la versione Pro. Infatti, come dicevamo, il Lightworks gratuito può essere usato vita natural durante, ma presenta molte features in meno che a lungo andare potrebbero diventare necessarie. Le differenze sono un po’ in tutte e tre le fasi di lavorazione che un video può subire all’interno del programma, vale a dire l’importazione del filmato, il suo editing vero e proprio, e infine la sua esportazione. La differenza maggiore sta proprio nei formati per l’esportazione: solo H.264/MPEG-4 per la versione freemium, oltre che in modalità di compatibilità per Vimeo, YouTube e altre fonti web, mentre tutte le estensioni possibili e immaginabili nella versione Pro. Sono incluse in entrambe le versioni operazioni quali la possibilità di inserire titoli ed effetti speciali; editing multicam; visualizzazione su un secondo monitor e acquisizione di tutti i formati compatibili. Nella versione Pro ci sono invece molte altre funzionalità avanzate, che di certo sono indispensabili per i tecnici cinematografici o televisivi, ma che possono decisamente fare gola anche ad un semplice amatore.

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Dreambit, e scopri come sarai

Posted by on Ago 10, 2016

C’è una domanda che ognuno di noi, ad un certo punto della sua vita, si sarà posto, ed è: come sarò quando diventerò vecchio? Tale quesito diventa ancora più assillante in una società nella quale l’immagine è diventata fondamentale, e quindi potrebbe anche essere più che una mera curiosità, ma una sorta di previsione della qualità della vita futura. Sapere come una persona diventa nel corso degli anni è inoltre particolarmente importante per gli identikit stilati dalla Polizia, che possono avere bisogno di immaginare con una certa precisione come diventerà un latitante dopo anni di ricerche, o come potrebbe essersi trasformata una persona scomparsa e che si sta ancora tentando di ritrovare. Da tempo, da quando i computer hanno sostituito le tradizionali tecniche manuali, esistono software usati dai reparti speciali delle forze dell’ordine capaci di effettuare delle simulazioni e di fare degli identikit di come un soggetto possa mutare nel tempo, ma mai nessun programma è stato tanto preciso quanto Dreambit. Questo rivoluzionario software è stato presentato al Siggraph 2016, che è uno dei più importanti festival del mondo relativi alla grafica computerizzata, e ha subito lasciato sbalorditi tutti i presenti. La percentuale di errore che Dreambit si riserva è appena dell’1%: questo significa che grazie ai suoi elaborati algoritmi, immettendo tutta una serie di dati fondamentali per tracciare un profilo completo della persona in questione, delinea con certezza quasi totale il volto che essa potrebbe avere al momento attuale, a partire da una foto scattata anche molto tempo prima. Dreambit è stato studiato e progettato presso l’Università di Washington, in America, e combina tecnologie già esistenti relative al riconoscimento facciale e all’invecchiamento insieme ad altre tecnologie più evolute di grafica tridimensionale. Dreambit non è ancora disponibile per il commercio su larga scala, ma sembra che lo sarà entro la fine del 2016, in versione app per sistemi Android e iOS. A parte infatti le applicazioni “importanti” che il sistema potrebbe avere nel campo delle indagini investigative, i possibili utilizzi ludici del programma sono praticamente infiniti. Nella presentazione che ne è stata fatta si è infatti mostrato come con Dreambit sia possibile semplicemente immaginarsi diversi da come si è, e non solamente invecchiati. Facciamo conto che si stia per andare dal parrucchiere e si voglia ipotizzare in anticipo come ci starà un certo tipo di acconciatura: è possibile fare anche questo, poiché nel database di Dreambit sono inserite immagini e fotografie di ogni epoca storica e dei più diversi look possibili. Senza pensare, poi, alle applicazioni che questo software potrebbe trovare nel campo della cinematografia, senza costringere gli attori a passare lunghe ore al trucco ma modificando in post produzione i loro tratti in base a quanto richiesto dal copione. Ira Kemelmacher-Shlizerman, una delle sviluppatrici che hanno lavorato alla messa a punto di Dreambit, ha sottolineato come questo programma potrebbe rappresentare il primo passo verso un nuovo modo di dipingere la realtà, con la sua capacità di immaginare tutti i possibili cambiamenti che un volto potrebbe subire nel corso del tempo, o a seguito di determinati eventi. Non è un caso che lo slogan che è stato scelto per pubblicizzare la app è “imagine yourself”, ovvero, immagina te stesso. Come se Dreambit fosse una moderna bacchetta magica, grazie al suo utilizzo infatti ci sarà possibile capire come potremmo apparire in determinate “vesti”; ma senza dubbio l’impiego più socialmente utile è quello che ne potrebbero fare le agenzie di investigazione per ritrovare malviventi o persone scomparse da tanto tempo.

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Lumbeyard, il motore grafico di Amazon che dà vita ai giochi

Posted by on Lug 30, 2016

Un motore grafico totalmente gratuito, con una piattaforma multifunzionale in grado di creare giochi in 3D. Amazon tenta di entrare nel mondo del games developement offrendo un prodotto, utilizzabile in modo gratuito, ma con delle condizioni specifiche, tipo quella di sfruttare la funzionalità del calcolo.

Come appena detto, Lumbeyard è un motore grafico che consente di dar vita a giochi in 3D e sfruttare tutte le potenzialità dei video streaming di Twitch. Il mercato è bello caldo e la potenza Amazon gli ha buttato gli occhi e non solo: infatti, con questo prodotto totalmente gratis, il colosso vuole entrare nel mondo dello sviluppo di giochi. Le uniche condizioni sono quelle di usare i servizi correlati di Amazon, come il servizio cloud, che per molti sviluppatori di giochi non causerà nessun tipo di problema.

Lumbeyard, secondo il suo creatore, permette di avere la totale concentrazione sul gioco, sviluppando anche attività legate al marketing e pensare sempre meno a tutto ciò che concerne gestione di server ed infrastrutture. Sono disponibili diverse funzionalità, tra cui tecnologie che permettono di creare mondi virtuali molto simili alla realtà, ottenendo anche effetti tipo nebbia, neve ma anche di fitta vegetazione.

Il network Gridmate presenta delle caratteristiche funzionali per questo progetto, come la flessibilità: inoltre, sono presenti funzioni per gestire suoni e tante altre attività che sono tipici di giochi e video games. Gli sviluppatori che utilizzeranno Lumbeyard di Amazon, godranno della gestione totale della memoria piuttosto che di CPU e grafica. Essendo anche nelle fasi iniziali, è disponibile un test per Windows ma, ben presto ci assicurano, che sarà disponibile anche per Android, iOS, Linux e OS X: sono uscite voci che questo engine abbia tutte le caratteristiche per supportare Oculus Rift.

C’è una curiosità che gira attorno all’utilizzo di Lumbeyard: oltre alle clausole legali classiche per l’utilizzo di questo tipo di prodotti, in questo prodotto Amazon è presente la clausola anti zombi, che specifica in quali campi può essere utilizzato Lumbeyard. A tal proposito, sono esclusi gli usi impropri per strumentazione aerea, medica piuttosto che quella nucleare e spaziale. Ma come procede il paragrafo 57.10, quello appunto della clausola anti zombi, Lumbeyard potrà essere utilizzato in caso di occorenza di un infezione virale che può provocare la rianimazioni di cadaveri umani.

Insomma, come ben si capisce, si tratta di qualche sviluppatore burlone che, dopo lungo e faticoso lavoro, ha voluto trovare il lato comico di questo progetto di Amazon. Tra le caratteristiche della piattaforma però manca il linguaggio Flash e anche quello HMTL5. Questo rende di fatto impossibile sviluppare sulla piattaforma Amazon degli istant games, come possono essere ad esempio i giochi di slot machine. Troverete i migliori esempi di questa tipologia di giochi all’indirizzo www.richslots.it. I colossi del settore come Net Entertainment e Microgaming, possono dormire sonni tranquilli.

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