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Progetti audiovisivi

Cose da sapere prima di girare un video tridimensionale

Posted by on Giu 23, 2016

Le nuove tecnologie hanno portato delle grandi innovazioni nel nostro modo di riprendere il reale: le macchine fotografiche con il rullino sono state soppiantate dai nuovi dispositivi digitali, molto precisi, e anche le vecchie videocamere con la pellicola sono ormai state soppiantate da prodotti digitali, facili da usare anche da chi non sia proprio esperto del settore audiovisivo. Una delle ultimissime frontiere che sono state raggiunte riguarda la possibilità di effettuare riprese tridimensionali, ovvero immergendosi completamente nella realtà circostante creando dei filmati che creano l’illusione di trovarsi davvero dentro l’evento filmato.

Una simile possibilità fa chiaramente gola un po’ a tutti, sia a chi si diletta in modo amatoriale nell’effettuare le riprese, sia a chi invece svolge questo lavoro in modo professionale. Ma, com’è ovvio immaginare, fare riprese tridimensionali non è proprio la stessa cosa che effettuare delle riprese in modo tradizionale. Ecco alcuni suggerimenti e accorgimenti da tenere presenti. La prima cosa da tenere presente è l’attrezzatura: per fare un video a 360 gradi ci vorrà una videocamera predisposta a questo scopo, e bisognerà anche scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, perché non tutte le videocamere tridimensionali possiedono le stesse caratteristiche. Saper selezionare quella più giusta per sé è fondamentale. Non tutti gli apparecchi, ad esempio, possono davvero fare riprese a 360 gradi sia in orizzontale che in verticale; quindi bisognerà accertarsi di questo e di molti altri aspetti tecnici che chiaramente influiranno in modo sensibile sul prezzo. Va da sé che, più la macchina è sofisticata, più elevato sarà il suo costo; ma per avere il meglio non si può badare a spese, almeno non in questo settore. La differenza principale che si può notare nelle videocamere tridimensionali sta nel fatto che possano effettuare riprese monoscopiche (simili a quella date da Google Street View) o stereoscopiche.

Solo queste ultime garantiscono una vera esperienza immersiva nel video finale che si otterrà. Una volta comprata la macchina desiderata, ci si può confrontare sul campo con le difficoltà date da una ripresa a 360 gradi. Si potrà notare subito come sia molto difficile prendere le giuste misure con gli oggetti e la distanza reale che esiste tra di loro: mentre si riprende è difficile avere un’idea chiara di quello che potrebbe essere l’effetto definitivo. Per questo può essere una buona idea guardare le anteprime usando il proprio smartphone. Passando poi alla post produzione, ovvero alla manipolazione del video effettuato, bisognerà fare molta attenzione al montaggio, che apparirà subito assai più complesso del solito. Si potrebbe infatti avere bisogno di tagliare e congiungere tra di loro scene girate in punti diversi, affinchè l’effetto tridimensionale sia davvero assicurato.

Una cosa è certa: la risoluzione finale delle immagini non sarà mai paragonabile a quella di un tradizionale video bidimensionale. Specialmente nel momento in cui si voglia condividere il filmato ottenuto su YouTube o Facebook si dovrà sacrificare ancora di più la qualità video in nome della minor pesantezza del file ottenuto e quindi della sua più facile gestione on line. In conclusione, girare e montare un video a 360 gradi non è affatto un’impresa semplice, e si può dare praticamente per scontato che sarà impossibile ottenere un prodotto davvero perfetto. Le imperfezioni ci saranno sempre ed è praticamente impossibile rimuoverle: ciò a cui si può aspirare è di creare un’illusione di profondità il più possibile realistica anche sullo schermo.

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I nuovi scultori: Karmachina e il videomapping

Posted by on Giu 13, 2016

Non si finirà mai di ripetere abbastanza quanto l’avvento delle nuove tecnologie abbia finito per modificare la nostra via quotidiana. Uno degli aspetti che è stato cambiato in modo più radicale è il mondo del lavoro: a fronte della manualità che la faceva da padrona nel passato, oggi buona parte dei professionisti possono realizzare i loro incarichi semplicemente con l’ausilio di un personal computer e di una tastiera. Basti pensare agli architetti, che non disegnano più i progetti a mano ma dispongono di un’ampia gamma di software che permettono loro di non mortificare la creatività a tutto vantaggio della precisione e definizione dei dettagli. Alcuni nostalgici potrebbero provare rammarico per ciò che è andato perduto, ma basta osservare alcuni straordinari risultati che possono essere raggiunti anche in campo artistico per comprendere come il fatto di usare un mezzo nuovo e non esistente in passato, ovvero il computer, non rappresenti un punto in meno, ma un punto in più per creare risultati davvero inimmaginabili un tempo. L’arte del videomapping può rappresentare un buon esempio in questo senso, perché in qualche modo essa è capace di fare quello che veniva fatto con la mano e lo scalpello dai cesellatori antichi, ma con esiti davvero sorprendenti. Il videomapping consiste nella creazione di coreografie fatte da un complesso insieme di elementi che poi vengono proiettate sulla superficie di grandi edifici, conferendo loro nuova vita e riuscendo spesso a raccontare delle vere e proprie storie, come se le architetture potessero magicamente animarsi. Uno degli studi più importanti e all’avanguardia in Italia nel campo del videomapping si chiama Karmachina, il cui fondatore è Rino Tagliaferro. Lo studio Karmachina ha già al suo attivo diverse importanti realizzazioni: l’Albero della vita all’Expo di Milano, l’International Festival of Music di Portogruaro e la Milano Design Week. A parlare del prossimo progetto che è già in cantiere e che tornerà a stupirci con i suoi mirabolanti effetti è lo stesso Tagliaferro, che ha annunciato che Karmachina si sta occupando delle celebrazioni in onore di Verdi che si terranno a Parma. Il 30 settembre 2016 infatti verrà proiettato sulle facciate degli edifici che formano il complesso della Pilotta un lavoro che prende il titolo di #22.2.22. Si tratta di una sorta di “rievocazione” di un evento che ha visto coinvolti gli abitanti di Parma e la figura di Giuseppe Verdi. Nei primi del Novecento venne costruito un monumento celebrativo di questo grande compositore, che fu eretto di fronte alla stazione ferroviaria. Questo monumento fu fortemente voluto ma dopo la Seconda Guerra Mondiale risultò essere stato così fortemente danneggiato dai bombardamenti che si preferì demolirlo anziché tentarne un restauro. Quel monumento ora potrà tornare in vita grazie ai virtuosismi della computer grafica: in base a quanto anticipato da Tagliaferro per prima cosa il gruppo di lavoro, come di consueto, ha studiato attentamente la superficie di proiezione, in modo da capire quali elementi valorizzare e sfruttare e quali invece lasciare in ombra. Poi si sono presi i materiali video a disposizione, rielaborandoli in post produzione, fino a dare vita ad un vero e proprio spettacolo tridimensionale, accompagnato anche dalla musica. La musica infatti è imprescindibile nelle opere di Karmachina, e in questo caso si è chiesto l’intervento di un sound designer per armonizzare al meglio il tutto. Di certo #22.2.22 sarà un grande spettacolo, che non farà rimpiangere ciò che è stato fatto in passato in vista di ciò che potrebbe essere realizzato in futuro grazie alle nuove possibilità garantite dai mezzi tecnologici.

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Lumbeyard, il motore grafico di Amazon che dà vita ai giochi

Posted by on Giu 10, 2016

Un motore grafico totalmente gratuito, con una piattaforma multifunzionale in grado di creare giochi in 3D. Amazon tenta di entrare nel mondo del games developement offrendo un prodotto, utilizzabile in modo gratuito, ma con delle condizioni specifiche, tipo quella di sfruttare la funzionalità del calcolo.

Come appena detto, Lumbeyard è un motore grafico che consente di dar vita a giochi in 3D e sfruttare tutte le potenzialità dei video streaming di Twitch. Il mercato è bello caldo e la potenza Amazon gli ha buttato gli occhi e non solo: infatti, con questo prodotto totalmente gratis, il colosso vuole entrare nel mondo dello sviluppo di giochi. Le uniche condizioni sono quelle di usare i servizi correlati di Amazon, come il servizio cloud, che per molti sviluppatori di giochi non causerà nessun tipo di problema.

Lumbeyard, secondo il suo creatore, permette di avere la totale concentrazione sul gioco, sviluppando anche attività legate al marketing e pensare sempre meno a tutto ciò che concerne gestione di server ed infrastrutture. Sono disponibili diverse funzionalità, tra cui tecnologie che permettono di creare mondi virtuali molto simili alla realtà, ottenendo anche effetti tipo nebbia, neve ma anche di fitta vegetazione.

Il network Gridmate presenta delle caratteristiche funzionali per questo progetto, come la flessibilità: inoltre, sono presenti funzioni per gestire suoni e tante altre attività che sono tipici di giochi e video games. Gli sviluppatori che utilizzeranno Lumbeyard di Amazon, godranno della gestione totale della memoria piuttosto che di CPU e grafica. Essendo anche nelle fasi iniziali, è disponibile un test per Windows ma, ben presto ci assicurano, che sarà disponibile anche per Android, iOS, Linux e OS X: sono uscite voci che questo engine abbia tutte le caratteristiche per supportare Oculus Rift.

C’è una curiosità che gira attorno all’utilizzo di Lumbeyard: oltre alle clausole legali classiche per l’utilizzo di questo tipo di prodotti, in questo prodotto Amazon è presente la clausola anti zombi, che specifica in quali campi può essere utilizzato Lumbeyard. A tal proposito, sono esclusi gli usi impropri per strumentazione aerea, medica piuttosto che quella nucleare e spaziale. Ma come procede il paragrafo 57.10, quello appunto della clausola anti zombi, Lumbeyard potrà essere utilizzato in caso di occorenza di un infezione virale che può provocare la rianimazioni di cadaveri umani.

Insomma, come ben si capisce, si tratta di qualche sviluppatore burlone che, dopo lungo e faticoso lavoro, ha voluto trovare il lato comico di questo progetto di Amazon. Tra le caratteristiche della piattaforma però manca il linguaggio Flash e anche quello HMTL5. Questo rende di fatto impossibile sviluppare sulla piattaforma Amazon degli istant games, come possono essere ad esempio i giochi di slot machine. Troverete i migliori esempi di questa tipologia di giochi all’indirizzo www.richslots.it. I colossi del settore come Net Entertainment e Microgaming, possono dormire sonni tranquilli.

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