Galveston

Progetti audiovisivi

Come diventare YouTuber

Posted by on Nov 12, 2017

Con l’avvento delle nuove tecnologie e il loro progressivo imporsi nelle nostre vite quotidiane si sono anche affermate nuove professioni che un tempo sembravano “strane” e non erano comprese dai più, ma che oggi sono ormai sdoganate e attirano moltissimo chi è alla ricerca di un impiego, specie i più giovani. Parliamo ad esempio dei cosiddetti “youtuber”. Questo, che fino a qualche tempo fa sembrava una paroloccia, è il termine che indica coloro che, in modo professionale e continuativo, pubblicano contenuti sul popolare social network YouTube e fidelizzano il pubblico dei followers riuscendo a guadagnare cifre anche ingenti. Non si parla quindi di chi pubblica occasionalmente qualche video per ottenere uno o due like, e solo per compiacere l’impulso del momento. Dietro la carriera di uno youtuber ci sono molto impegno, passione e dedizione, e anche capacità oggettive. Si tratta di un lavoro che solo all’apparenza può apparire “facile”: in realtà richiede un grande investimento di tempo, energie e denaro. Ma, come si diceva, può ripagare in modo anche molto sostanzioso: al giorno d’oggi esistono youtuber che guadagnano meglio dei più pagati presentatori televisivi. Ma cosa fa esattamente uno youtber? Cominciamo con l’elencare le caratteristiche che deve avere un buon youtuber, o che deve possedere una persona per poter anche solo pensare di poter intraprendere questa professione. Uno youtuber ci mette sempre la faccia: questo non vuol dire che bisogna essere dei fotomodelli, ma che si deve essere sciolti davanti alla camera, avere una buona capacità dialettica, saper comunicare i contenuti che si intendono divulgare. La maggior parte degli youtuber hanno un canale in cui sono loro che parlano e dicono quello che vogliono insegnare: c’è chi fa recensioni di film, o chi insegna a fare bamboline di carta. Non importa. Quello che conta è la capacità empatica che si trasmette a chi osserva. Ciò non toglie che si possano pubblicare anche contenuti diversi. ma la personalità dello youtuber in quanto tale è sempre fondamentale. Poi c’è il versante tecnico. Chi pubblica in modo sporadico video su YouTube di solito non pone molta cura rispetto alla qualità del filmato che ha girato e che rende pubblico; viceversa uno youtuber professionista non può assolutamente condividere filmati amatoriali. Deve sempre sottoporre il suo prodotto ad un accurato lavoro di editing: la gente si annoia a seguire video con lunghi tempi morti, senza sonoro, con riprese fatte male. Invece è necessario effettuare un montaggio rapido e accattivante, usare delle buone musiche di sottofondo. Inoltre sono molto utili i sottotitoli che servono all’osservatore ad orientarsi meglio all’interno del video. Questo vuol dire che un buon youtuber deve anche essere un buon tecnico di montaggio, deve saper elaborare i suoi contenuti in modo fresco, nuovo e avvincente, come fossero dei piccoli film. Da ultimo non bisogna trascurare due aspetti fondamentali. Il lato social e il marketing di se stessi. Anche il prodotto migliore del mono, se non adeguatamente pubblicizzato, non attira pubblico; su YouTube è necessario che il proprio video abbia tante visualizzazioni affinché possa attirarne di nuove. Per questo è possibile acquistare delle “view”, perché un filmato che non è stato visualizzato che da poche persone non attirerà mai il popolo di YouTube. I social sono ottimi per farsi pubblicità, per intrecciare reti di relazioni che portino visite al proprio canale. Non bisogna mai pensare che un canale possa reggersi da solo: è necessario creare delle collaborazioni, che permettano ai due, o più canali, di scambiarsi utenti. Si capisce dunque come il mestiere dello yotuber richieda molto impegno: può essere divertente, ma solo se si nutre una vera passione per questo mondo.

Read More

Paintshop Pro 2018, la nuova generazione del fotoritocco

Posted by on Nov 12, 2017

I tanti cambiamenti che avvengono quotidianamente nel mondo delle nuove tecnologie porta anche i software che utilizziamo più spesso a doversi rinnovare e cambiare faccia per restare al passo con i tempi, e per offrire ai suoi utenti strumenti all’avanguardia capaci di rispondere alle nuove esigenze sia dei supporti usati che dei consumatori stessi. Una delle aziende leader nel settore del fotoritocco, accanto ad Adobe, è Corel, che ne ha vista di acqua passare sotto i suoi ponti dall’uscita della prima versione dei suoi programmi. Di recente la Corel ha pubblicato l’ultima versione del suo software di fotoritocco. Si chiama Pantshop Pro 2018 e presenta molte features avanzate rispetto ai suoi predecessori, funzionalità che vanno soprattutto nella direzione di una gestione migliorata dell’ambiente di lavoro, oltre che nella disponibilità di strumenti sempre più sofisticati. Paintshop Pro 2018 strizza un occhio ai dispositivi che al giorno d’oggi vengono maggiormente utilizzati: ormai un numero sempre maggiore di persone ha abbandonato il tradizionale computer desktop per orientarsi verso tablet e altri device con touchscreen. L’ambiente di lavoro è stato quindi adeguato a queste nuove esigenze. Le barre degli strumenti possono essere ingrandite o rimpicciolite, oltre che spostate, al fine di adattarle al meglio allo schermo sul quale si sta lavorando. Corel ha poi pensato ad una vasta gamma di utenza, mettendo a disposizione due configurazioni base personalizzabili. La prima è pensata per un utente alle prime armi, che si approcci per la prima volta al mondo del fotoritocco. In questa configurazione sono presenti un set di strumenti basic ordinatamente disposti che consentono di prendere confidenza con il programma in modo facile ed intuitivo. Poi c’è la configurazione per gli utenti avanzati, in cui si hanno a disposizione tutte le molteplici funzionalità del programma disposte già nella schermata di lavoro. Un altro aspetto che è stato molto curato dai programmatori Corel riguarda i tempi di avvio e caricamento. Chi lavora con le immagini sa che spesso i tempi di caricamento possono essere molto lunghi, ma il nuovo Paintshop Pro 2018 ha un processore più veloce di ben il 50%. Addio ai lunghi tempi di attesa: le operazioni di lavoro risultano molto più fluide, l’avvio del programma è rapidissimo così come il caricamento delle immagini sulle quali lavorare. Dal punto di vista degli strumenti di lavoro, nella versione base di Paintshop ci sono tanti nuovi pennelli, tavolozze e motivi da poter applicare al proprio lavoro. Oltre a Paintshop Pro 2018 Corel ha pubblicato anche la versione Ultimate, che dispone di funzionalità ancora più strabilianti adatte soprattutto a chi deve usare il software per scopi professionali. Con Paintshop Pro 2018 Ultimate si può fruire di un pacchetto completo di funzioni utili per la post produzione digitale, con la gestione dei nuovi formati e la possibilità di conservare la versione originale dell’immagine modificata. Ci sono poi nuovi effetti da poter applicare, che consentono di ricreare quei particolari di luci e colori che sono andati persi nel momento dello scatto, e anche di aggiungere nuovi effetti creativi dipingendo a partire da zero. Per tutti quelli che si occupano anche di editing video, oltre che di manipolazione delle immagini, Corel ha pensato anche ad un pacchetto completo che mette insieme PaintShop Pro 2018 e VideoStudio Pro X10. Si chiama Photo Video Bundle e può essere acquistato in un’unica soluzione, così come si possono acquistare i due software separatamente.

Read More

Facebook e il mondo dei video

Posted by on Ott 18, 2017

Facebook, il social network inventato e posseduto da Mark Zuckerberg e uno dei più popolari al mondo, cerca sempre di stare al passo con i tempi per offrire ai suoi utenti iscritti funzionalità sempre più evolute e soprattutto sempre più in linea con i gusti delle persone. Una delle virate più decise che sembra stia descrivendo negli ultimi tempi va in direzione di uno sfruttamento sempre più intensivo dei video, che fino ad ora sono stati solo uno dei tanti contenuti che era possibile condividere sulle bacheche ma che sembrano stiano acquistando una posizione sempre più preponderante, viste le ultime acquisizioni effettuate dalla società. Il primo grande annuncio c’è stato nei primi giorni del mese di agosto 2017, quando Zuckerberg ha fatto sapere di aver inaugurato Facebook Watch, una piattaforma dedicata appositamente alla condivisione dei video in tempo reale. Al momento questo servizio è disponibile solo per gli USA ma è certo che non tarderà molto a diffondersi anche nel resto del mondo internettiano. Facebook Watch funziona in questo modo: si tratta in tutto e per tutto di un altro sito raggiungibile da Facebook versione desktop o da app, che appare diviso in due parti. La prima sezione riguarda tutto ciò che in quel momento viene maggiormente condiviso sul social dai propri contatti, e non solo: diciamo che è una playlist di tutti i contenuti video più popolari del momento in assoluto. La seconda è invece una watchlist dove ogni utente può personalizzare i contenuti di suo interesse inserendo solo ciò che gli piace. Un aspetto piuttosto significativo di Facebook Watch è che si tratta di una piattaforma fortemente controllata: al suo interno cioè non è possibile caricare di tutto ma solo i contenuti che vengono approvati dallo staff del social. Come invece già accade per i video in diretta di Facebook Live è possibile commentare in tempo reale quello che si sta guardando o registrare un parere e lasciarlo on line per gli utenti successivi. Ma la notizia più recente che fa sospettare come Zuckerberg e i suoi abbiano in programma altre migliorie arriva dalla società tedesca Fayteq, che di recente ha pubblicato un annuncio on line sul suo sito ufficiale facendo sapere ai suoi utenti che i suoi prodotti non sono più acquistabili, in quanto sono già stati acquistati tutti da Facebook. Di cosa si occupa Fayteq? Fayteq si è sempre occupata di sviluppare plug-in che funzionassero sui più popolari programmi di editing video, e che hanno sempre avuto un obiettivo ben specifico. Le applicazioni Fayteq riescono a cancellare da un filmato qualunque oggetto o elemento si desideri che sparisca. Il motivo per cui Facebook potrebbe avere bisogno di utilizzare una funzionalità del genere per ora resta un mistero, anche se sono state fatte diverse ipotesi, ad esempio che potrebbe servire per creare degli effetti speciali in Facebook Live, o in Facebook Stories, oppure che potrebbe essere usato per elaborare filmati in Camera Effects. Tutto ciò che appare certo è che YouTube deve cominciare a preoccuparsi. Tutte le nuove funzionalità di cui sta facendo incetta Zuckerberg, ivi comprese quelle di Source3 che serve a riconoscere le violazioni di copyright, dimostrano come il social network più usato al mondo stia decisamente cercando di diventare leader anche nel campo della condivisione di contenuti video, offrendo ai suoi utenti la gamma più vasta possibile di potenzialità di manipolazione e visione.

Read More
scriptsell.neteDataStyle - Best Wordpress Services

Share This

Share this post with your friends!